Realtà Virtuale e turismo: l’esperienza di VR Back to the Past

realtà virtuale e turismo

La realtà virtuale ha conosciuto negli ultimi anni una vasta applicazione nel settore dei beni culturali e del turismo.

Se non ne hai mai sentito parlare, mi riferisco a quelle esperienze realizzate con l’utilizzo dei visori che permettono di fare un viaggio immersivo in un mondo o epoca “parallela”, completamente ricostruita al computer.

Sono diversi gli operatori del turismo che offrono questo tipo di esperienza: agenzie, guide turistiche, gli stessi musei e siti archeologici.

Anche tra le mie proposte di visite guidate a Roma trovi due tour virtuali: uno dedicato alla Roma Imperiale, e la passeggiata virtuale da Piazza San Pietro a Castel Sant’Angelo.

Personalmente lo trovo uno strumento utile per accompagnare e completare le visite guidate, perché offrono un supporto visivo quasi “tangibile” alle mie parole, soprattutto di fronte a siti archeologici o edifici non più esistenti.

Ho già scritto un articolo sulle proposte di tour virtuali e percorsi multimediali a Roma.

Ora però vorrei capire di più su tutto ciò che c’è dietro la realizzazione di un progetto di realtà virtuale applicato al turismo. Per questo ho deciso di parlarne direttamente con un’esperta: Serena Pascoli manager di VR Back to the Past, realtà che dal 2017 lavora nel settore.

Iniziamo dalla definizione: che cosa si intende con “realtà virtuale”?

La realtà virtuale è una tecnologia che permette la simulazione di spazi tridimensionali mediante l’uso di visori VR.

La realtà virtuale ti trasporta altrove e ti inserisce in ambienti creati grazie a ricostruzioni che appaiono reali.

realtà virtuale: VR Back to the Past al Circo Massimo

Nel linguaggio comune spesso si usano “realtà aumentata” e “realtà virtuale” come fossero sinonimi. In realtà c’è una differenza tra le due definizioni, ci aiuti a fare chiarezza?

La realtà virtuale ci trasporta in un ambiente artificiale, mentre la realtà aumentata sovrappone all’ambiente reale quello digitale.

E’ un po come dire che sono riflessi inversi l’uno dell’altro. La realtà virtuale offre una creazione digitale di un ambiente di vita reale, mentre la realtà aumentata sovrappone elementi virtuali al mondo reale.

Come è nato VR Back to the Past e per quali settori avete lavorato prima di approdare all’ambito turistico?

realtà virtuale: VR Back to the Past Piazza San Pietro

Vr Back to the Past nasce dall’idea che la storia e l’archeologia raccontate attraverso i visori VR danno una grande opportunità di apprendere in modo semplice, dinamico e divertente viaggiando virtualmente nel tempo

Vr Back to the Past è un brand della Carlo Cestra Production, nata nel 2010 dal suo amministratore e creative director Carlo Cestra. Attivo nell’ambito della grafica 3D già dal 1996, lavora come libero professionista e vanta una collaborazione con il dipartimento grafica della Rai.

Da menzionare le numerose collaborazioni importanti, quali quelle con Piero e Alberto Angela e Folco Quilici, ma anche con Istituzioni Pubbliche e Sovrintendenze dei beni Culturali, in Italia e all’estero.

La società è specializzata nella realizzazione di ricostruzioni tridimensionali di luoghi e avvenimenti storici, sia per la realtà virtuale, che per allestimenti di musei, tramite video in 3D proiettati su monitor.

Si occupa anche di produzione, post produzione e tecnologie applicate al turismo, all’educazione, alla scienza e alla tecnica.

Perché avete deciso di applicare la realtà virtuale al turismo? In quali ambiti più specifici avete trovato maggiore riscontro?

realtà virtuale Roma antica

Con l’avvento dei visori VR abbiamo realizzato che sarebbe stato interessante, per turisti e visitatori, poter usufruire di determinate tecnologie in modo più semplice, ma sicuramente più immersivo e accattivante, anche durante le visite guidate.

Ad arricchire le nostre immagini vi è musica coinvolgente e audioguide multilingue, leggere, fluide, accattivanti, che narrano la vita dell’epoca dal punto di vista degli abitanti e frequentatori del luogo, generando un prodotto adatto a tutte le età.

Questo da modo alla cultura di arrivare ad un pubblico ancora più numeroso e sempre più esigente.

Quanto tempo ci vuole per realizzare un progetto in realtà virtuale? Che studio e quali indagini sono necessarie?

turisti al Colosseo con i visori VR

Per la realizzazione delle ricostruzioni di Roma Imperiale, Vaticano e Viterbo, ci sono voluti 8 mesi di lavoro, durante i quali hanno lavorato due persone con competenze nella moderazione 3d, texturing, rendering, compositi e montaggio.

Come in una produzione cinematografica, le fasi lavorative si possono suddividere in tre parti:

  • Pre produzione: ossia la fase in cui ci si documenta storicamente sugli argomenti trattati. Si raccoglie tutto il materiale di riferimento, quali foto e disegni in pianta, si scrivono i testi, e si struttura tutto il lavoro.
  • Produzione: la fase in cui si lavora materialmente al progetto creando tutti i contenuti necessari. Mi riferisco alle ricostruzioni digitali, la registrazione dello speaker, le riprese in chroma key per l’inserimento delle comparse reali con i costumi dell’epoca trattata.
  • Post produzione: fase in cui si assembla tutto il materiale video e audio prodotto.

Quante persone e quante professionalità lavorano dietro alla realizzazione di un video in realtà virtuale?

Visto il tempo e le varie fasi di realizzazione, sono necessarie diverse professionalità per la realizzazione di un video in realtà virtuale.

Nel nostro caso e con la nostra tipologia di lavoro, sicuramente sono necessarie non meno di 7/8 persone. A queste poi aggiungono tutti gli attori che si vedono nei video.

Scopri in calendario la prossima data della passeggiata virtuale a Roma

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