Klimt. La Secessione e l’Italia – la mostra a Roma

mostra Klimt a Roma

Roma ospita fino al 27 marzo 2022 la grande mostra dedicata a Gustav Klimt e al suo legame con l’Italia.

Nelle sale di Palazzo Braschi sono esposte opere dell’artista viennese e degli artisti della sua cerchia, con un’attenzione particolare ai legami con l’Italia.

Dell’Italia Klimt amò in particolar modo i mosaici di Ravenna e Venezia, partecipò due volte alla Biennale, e fu uno dei protagonisti dell’Esposizione Internazionale di Roma del 1911.

L’oro dei mosaici bizantini ha sicuramente influenzato la sua arte ma, allo stesso tempo, la sua importante produzione ha creato una vera e propria tendenza nell’arte italiana degli anni immediatamente precedenti la Prima Guerra Mondiale.

Il mistero del quadro scomparso

Ritratto di Signora, Gusta Klimt
Gustav Klimt, Ritratto di Signora, 1916-17. Olio su tela, 68×55 cm. Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi

I legami tra Klimt e l’Italia sono stati diversi e sono iniziati con una serie di soggiorni dell’artista nel Belpaese.

Ma c’è un fatto particolare che lega questo artista all’Italia, ed è avvenuto dopo la sua morte.

Per iniziare a raccontarti questa mostra voglio partire proprio dalla fine.

Nel 1925 venne acquistato da Giuseppe Ricci Oddi, collezionista di Piacenza, un Ritratto di Signora, eseguito da Gustav Klimt tra il 1916 e il 1917.

L’opera entrò a far parte della collezione e ne divenne di fatto uno dei pezzi più importanti, nonché grande orgoglio per la città.

Nel 1997, durante i preparativi per una mostra, la tela scomparve con un tale mistero che le indagini non sono mai riuscite a sciogliere. Nemmeno la cornice abbandonata sul tetto della galleria fu di aiuto per recuperare il capolavoro perduto.

Parecchi anni dopo, nel 2019, la tela venne rinvenuta casualmente in una maniera ancora più enigmatica: si trovava nascosta in un vano lungo il muro esterno del giardino, aperto durante lavori di manutenzione.

Le opportune analisi richieste dalle autorità, hanno potuto confermare l’autenticità dell’opera che ritrovò finalmente il suo posto alla Galleria Ricci Oddi solo nel novembre 2020.

Gustav Klimt e l’Italia

mostra Klimt a Roma

Gustav Klimt arrivò in Italia per la prima volta a 28 anni nel 1890, a Venezia, insieme a suo fratello Ernst.

Da lì fino al 1913, saranno diverse le tappe italiane toccate dall’artista: Venezia più volte, Trieste, Roma, Firenze, Genova, Verona, Ravenna, Mantova, fino al lago di Garda.

A testimoniare questi viaggi sono rimaste le numerose cartoline che Klimt inviava dall’Italia quasi quotidianamente a Emilie Flöge, sua compagna di vita, ma mai sua sposa.

Alla Biennale di Venezia partecipò due volte, nel 1899 e nel 1910. Mentre la prima volta espose due opere, nell’edizione del 1910 fu il vero protagonista del padiglione austriaco.

A lui venne dedicata un’intera stanza con 22 opere, tra cui Le Tre Età della Donna, che l’anno successivo verrà acquistato dallo Stato Italiano per la nuova Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

Nel 1911 a Roma si svolse l’Esposizione Internazionale di Belle Arti, organizzata in occasione del cinquantenario dell’Unificazione Italiana.

Il padiglione austriaco progettato da Josef Hoffmann, rispecchiava nell’architettura e nell’allestimento interno i principi e l’estetica dello Jugendstil. La sala dedicata a Klimt ospitava quattro suoi disegni e otto dipinti, compresa la nota tela de Il Bacio.

Sulla scia delle Secessioni già avvenute a Monaco, Berlino e Vienna, anche a Roma venne fondata una Secessione che si opponeva all’arte accademica e alle linee interventiste del futurismo.

L’ospite d’onore della II mostra della Secessione Romana del 1914 fu proprio Gustav Klimt che partecipò con un’unica tela, il Ritratto di Mada Primavesi.

Klimt, la Secessione e l’Italia. La mostra

mostra Klimt a Roma: i quadri delle Facoltà
Gustav Klimt, I Quadri delle Facoltà. Ipotesi ricostruttiva realizzata da Google Arts & Culture

La mostra Klimt. La Secessione e l’Italia ci invita a viaggiare nella Vienna dei primi anni del Novecento.

Capitale dell’impero austro-ungarico la Vienna fin de siècle era una città all’avanguardia, che stava vivendo un profondo rinnovamente urbanistico promosso dall’imperatore Francesco Giuseppe.

Arti figurative, design, architettura, musica e teatro: tutta l’Europa guardava Vienna come un punto di riferimento culturale, con un ruolo centrale per la diffusione dello Jugendstil.

Gustav si forma insieme ai fratelli Ernst e George alla Scuola di Arti e Mestieri e, ancora studenti, creano la Compagnia di Artisti grazie alla quale ottengono le prime commissioni.

Si entra nel vivo della mostra nella sala dedicata alla Secessione, fondata nel 1897 da Klimt e altri artisti a lui vicini, in opposizione alla Künstlerhaus, l’associazione ufficiale degli artisti viennesi.

Principio fondamentale degli artisti della Secessione è la stretta connessione tra arti figurative, architettura e design e l’interazione tra le varie discipline. Le mostre della Secessione e la rivista ufficiale Ver Sacrum sono infatti sempre accompagnati da grafiche all’avanguardia, mentre gli stessi artisti e architetti si cimentano nella progettazione di oggetti di design.

La mostra prosegue concentrandosi su alcuni aspetti fondamentali dell’arte di Klimt: i ritratti femminili che tanto fecero scandalo nella società borghese; i Quadri delle Facoltà, rifiutati dalla stessa università committente; il Fregio di Beethoven, realizzato in occasione della XIV Mostra della Secessione.

Dopo la pittura di paesaggio, altro soggetto affrontato da Klimt, seppur in minor misura, la mostra prosegue con le partecipazioni del maestro alle grandi esposizioni in Italia.

Prima della conclusione col Ritratto di Signora della Galleria Ricci Oddi di Piacenza, una sosta è d’obbligo di fronte a La Sposa, opera incompiuta a causa della morte dell’artista sopraggiunta nel 1918 in seguito a un ictus.

Capolavori in mostra da non perdere

Klimt: fregio di Beethoven
Gustav Klimt: Fregio di Beethoven

Oltre al Ritratto di Signora di cui ho già parlato, in questa mostra dedicata a Klimt in corso a Roma ci sono alcuni altri capolavori assolutamente da non perdere.

Ritratti femminili

L’universo femminile è sicuramente il soggetto più noto della produzione di Gustav Klimt.

Mentre le istituzioni rifiutano i suoi quadri perché troppo espliciti, Klimt diventa l’artista prediletto di una committenza privata alto borghese, che sceglieva il suo stile distaccato e sfacciato per ritrarre le proprie donne.

Mentre all’inizio lo stile era pressoché fotografico come nel Ritratto Femminile del 1894, nel suo “periodo aureo” Klimt inserisce una forte componente decorativa ai suoi ritratti femminili.

In mostra, oltre alle tele come il Ritratto di Amalie Zuckerkandl e il Ritratto di Johanna Staude, ci sono anche molti disegni, che testimoniano il lungo studio preparatorio che impegnava le signore a lunghe sedute di posa.

Gustave Klimt in mostra a Roma

Giuditta

La Giuditta è l’opera di punta della mostra, realizzata nel 1901 in un momento in cui questo soggetto era molto diffuso in pittura, come nel teatro e nella letteratura.

Giuditta veniva rappresentata come eroina biblica capace di uccidere Oloferne con le proprie mani per salvare il suo popolo ebraico. Klimt per la sua opera si rifà all’interpretazione che Friederich Hebbel ne diede nel dramma teatrale Judith, dove la protagnosita seduce carnalmente Oloferne prima di ucciderlo.

La Giuditta di Klimt rappresenta pienamente la femme fatale, fiera e sducente.

Inoltre, la novità tecnica che diventa anche tratto distintivo di Klimt, è l’uso della foglia oro combinato con la pittura a olio.

I quadri delle Facoltà

Nel 1894 il Ministero dell’Istruzione incaricò Gustav Klimt e il suo collega Franz Matsch di dipingere alcune allegorie delle facoltà per il salone delle feste dell’Università di Vienna.

Klimt si occupa della Filosofia, della Medicina e della Giurisprudenza.

Il lavoro si protrasse per diversi anni anche a causa del netto rifiuto ricevuto da parte della stessa università già dopo la realizzazione della prima tela.

Mentre la committenza si aspettava un’esaltazione positiva delle discipline, Klimt invece ne realizza una rappresentazione pessimistica in cui il destino dell’uomo è comunque sottomesso ad una volontà superiore.

I nudi così espliciti, inoltre, non potevano essere esposti in un ambiente istituzionale, per cui le tele verranno successivamente acquistate dai facoltosi mecenati di Klimt.

Durante la Seconda Guerra Mondiale le tre tele vennero trasportate nel Castello di Immendorf, nella bassa Austria. Nel 1945 le fiamme devastarono il castello portandosi via anche le tre allegorie.

Oggi possediamo solamente i disegni preparatori, fotografie e le descrizioni scritte nelle riviste dell’epoca. Questi elementi però, con il supporto dell’intelligenza artificiale, hanno permesso di realizzare una ipotesi ricostruttiva dei colori originali realizzata grazie ad un progetto digitale promosso da Google Arts & Culture.

Fregio di Beethoven

La XIV Mostra della Secessione si tenne nel 1902 e venne interamente dedicata a Ludwig van Beethoven.

L’esposizione venne organizzata a Vienna nel Palazzo della Secessione, progettato da Olbrich come spazio espositivo ufficiale degli artisti secessionisti.

Fulcro di questa mostra era la scultura di Max Klinger che ritraeva il grande compositore. Gli artisti furono chiamati a realizzare fregi e rilievi a decorazione delle pareti.

Klimt realizzò un fregio murale di oltre 34 metri, che era una rappresentazione visiva della Nona Sinfonia di Beethoven.

Il fregio venne appositamente realizzato con materiali deperibili perché era pensato per essere un lavoro effimero, da distruggere una volta finita la mostra. Nonostante sia un’opera fragile, questo capolavoro fondamentale dell’arte di Klimt non venne mai cancellato, ma è tuttora conservato nel piano interrato del Palazzo della Secessione.

Il fregio rappresenta la forza dell’uomo, rappresentato dal cavaliere in armatura medievale, che implorato dal debole genere umano, intraprende la sua lotta per ottenere la felicità.

La Sposa

Klimt: la Sposa
Gustav Klimt, La Sposa, 1917-18. Olio su tela, 165×191 cm. Klimt Foundation, Vienna
© Klimt Foundation, Vienna

Nel 1918, a 56 anni, Klimt è colpito da un ictus che lo porterà di lì a poco alla morte. Nel suo studio lascia alcune tele già iniziate tra cui La Sposa, dove sono ben evidenti sulla destra le parti ancora abbozzate col disegno.

Anche qui il soggetto è l’universo femminile, rappresentato nei suoi diversi aspetti.

La sposa è al centro, coperta da un manto azzurro. Il suo volto si abbandona con gli occhi chiusi di lato, verso la figura maschile.

Essendo un’opera incompiuta non è facile l’interpretazione, ma le figure femminili sulla sinistra posssono essere interpretate come l’appagamento erotico alla quale la sposa vuole abbandonarsi.

La figura sulla destra, invece, ci mostra una caratteristica del processo creativo di Klimt: per ritrarre le sue figure femminili partiva dal corpo nudo che veniva vestito in un secondo momento.

Klimt a Roma: l’opera della Galleria Nazionale

Klimt alla Galleria Nazionale di Roma
Gustav Klimt: Le Tre Età della Donna. Roma, Galleria Nazionale

La mostra Klimt. La Secessione e l’Italia non è l’unica occasione per vedere a Roma opere di Gustav Klimt.

Alla Galleria Nazionale in viale delle Belle Arti, è conservata in esposizione permanente Le Tre Età della Donna, esposta alla Biennale di Venezia del 1910 e acquistata l’anno successivo dallo Stato Italiano per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

Su un fondo ricoperto da una sorta di pioggia cosmica realizzata con frammenti di foglie di metallo mescolate alla pittura a olio, emergono le tre figure femminili in età giovane, adulta e anziana.

Colpisce in particolar modo la rappresentazione della donna anziana, rappresentata di profilo, col corpo flaccido e il volto coperto, su ispirazione della scultura del francese Auguste Rodin.

La sua posizione quasi defilata sembra voler lasciare spazio alle altre due figure più giovani che sono, invece, rappresentate frontalmente.

Al tema dell’evoluzione umana è affiancato quello della maternità, effigiato in primo piano nella donna adulta che abbraccia teneramente la bambina.

Klimt a Roma: biglietti, orari e informazioni pratiche

mostra Klimt a Roma: biglietti e orari

La mostra Klimt. La Secessione e l’Italia è in corso a Roma, a Palazzo Braschi (Piazza Navona), fino al 27 marzo 2022.

Aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00.

Biglietto: 13 euro (11 euro ridotto).

Se vuoi andare a vedere anche Le Tre Età della Donna, l’opera di Klimt alla Galleria Nazionale, conserva il biglietto della mostra e puoi usufruire di un ingresso alla Galleria scontato a 7 euro.

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