Cammino dei Borghi Silenti: il mio primo cammino in solitaria

cammino dei borghi silenti

Il Cammino dei Borghi Silenti è l’occasione per immergersi nel cuore verde dell’Umbria.

Un percorso ad anello tra vigneti, boschi e borghi medievali in una zona poco turistica situata tra il Lago di Corbara e i Monti Amerini, in provincia di Terni.

91 chilometri intorno al Monte Croce Serra, lungo i quali si attraversano zone verdi e piccoli centri abitati, dove l’accoglienza non manca mai.

Nato da un’idea di Marco Fioroni di Amerini Trekking, questo cammino è stato inaugurato nel 2019, e conta già molte presenze.

Io l’ho scelto come prima esperienza di cammino in solitaria. Sono partita da Roma, non sapendo bene quale sarebbe stata la mia resistenza fisica a più giornate di cammino con una zaino in spalla di 5-6 chili.

L’ho scelto per vari motivi: facile da raggiungere; abbastanza breve (5 o 6 giorni se lo si vuole fare con calma); segnalato molto bene; la presenza di borghi storici e di un sito archeologico lungo il cammino.

In realtà non saprei dire come è il Cammino dei Borghi Silenti in solitaria, perché da sola sono stata solo i primi 7 chilometri. Poi, ho incontrato tante splendide persone e ho proseguito fino alla fine in una piccola squadra formata per caso, ma ottimamente assortita.

Cammino dei Borghi Silenti: perché è adatto come prima esperienza

Cammino dei Borghi Silenti in Umbria

Consiglio questo cammino a tutti coloro che, come me, si approcciano per la prima volta a questo tipo di esperienza: sono sufficienti pochi giorni per portarlo a termine ed è perfetto per capire i propri ritmi.

Il punto di partenza a Tenaglie è facilmente raggiungibile anche col trasporto pubblico.

Dalla stazione di Orvieto c’è l’autobus E653 che porta fino al Bivio di Tenaglie a pochi metri dalla sede di Amerini Trekking. Altrimenti, si può usufruire del servizio trasporto in auto da Orvieto a Tenaglie, messo a disposizione dall’organizzazione al costo di 40 euro.

Punti di forza di questo cammino sono la logistica e la chiarezza di informazioni necessarie per l’organizzazione.

Il sito internet del Cammino dei Borghi Silenti offre già le informazioni base per farsi un’idea delle tappe, e tramite i contatti si può richiedere con anticipo la guida, la credenziale e le tracce gpx.

La guida cartacea spiega tutto: cosa si andrà a vedere, distanze, dislivelli, dove mangiare, dove dormire, e tutto il dettaglio dei percorsi tappa per tappa.

Il cammino è segnalato benissimo con le frecce gialle, a prova di qualsiasi persona distratta. Si trovano ogni 200 metri al massimo e diventano più frequenti nei tratti più complicati.

Inoltre, ad ogni bivio, la strada sbagliata è segnalata con un X gialla.

La guida cartacea e le segnalazioni lungo il cammino sono più che sufficienti per non perdersi, si può tranquillamente fare a meno delle tracce gpx.

Il percorso si svolge su sentieri sterratti, strade bianche e asfalto.

I dislivelli più impegnativi e faticosi sono due: il Monte Croce Serra, il punto più alto del cammino (tappa 2), e la ripida salita dall’Eremo della Pasquarella a Scoppieto (tappa 3).

Dove dormire e costi

Il territorio piccolo e raccolto, dove tutti si conoscono, ha permesso di creare una vera e propria rete di accoglienza molto efficiente.

Per dormire ci sono agriturismi, ostelli, b&b e donativi. Questi ultimi sono alloggi privati messi a disposizione da alcuni cittadini locali dove il compenso è a donazione.

Nella guida cartacea del Cammino dei Borghi Silenti c’è l’elenco completo dei luoghi dove mangiare e dove dormire convenzionati, con i relativi contatti per poter prenotare.

I costi per gli alloggi variano da 15 euro a notte (il minimo richiesto per i donativi) a 35 euro.

Per mangiare ci sono bar, supermercati e alimentari convenzionati, ma anche alcuni ristoranti, per cui il costo varia da qualche euro ad un massimo di 25 euro circa a testa. In alcuni ristoranti c’è anche il menù del pellegrino riservato a chi è in possesso della credenziale.

Le mie tappe del Cammino dei Borghi Silenti

Cammino dei Borghi Silenti: eremo della Pasquarella
Eremo della Pasquarella

Per i camminatori esperti questo cammino è facile e percorribile anche in 3 o 4 giornate.

La guida consiglia di dividerlo in 5 tappe, con la prima più lunga di 27 chilometri.

Io ho deciso di alleggerire la prima tappa suddividendola in due, facendo i primi 7 chilometri in una mezza giornata aggiuntiva.

In 5 giorni e mezzo questo cammino si percorre con tutta calma e tutto il tempo necessario per fare le pause, godersi i panorami, visitare i borghi e scambiare qualche chiacchiera con i residenti.

Tappa 1/2: da Tenaglie a Guardea

Castel del Poggio, Cammino dei Borghi Silenti
Castel del Poggio

Questa tappa è più che altro un allenamento prima di entrare nel vivo del Cammino dei Borghi Silenti.

Arrivando a metà giornata a Tenaglie, si possono percorrere i primi 7 chilometri fino a Guardea, per poi completare il giorno seguente la tappa fino a Melezzole.

Dalla sede di Amerini Trekking si raggiunge subito il piccolo centro storico di Tenaglie passando sotto l’arco di pietra, e lo si supera in breve tempo immergendosi fin da subito nel silenzio e nella verde campagna.

Questi primi chilometri non sono affatto faticosi, e sono estremamente piacevoli, immersi nel tipico paesaggio di campagna del centro Italia.

Poco prima di Guardea si incontra la piccola Chiesa di Santa Maria delle Grazie, nei pressi del Castello del Poggio. Il castello, uno dei più antichi d’Italia, meriterebbe una visita ma è aperto al pubblico solamente il secondo sabato e il terzo lunedì del mese.

Proseguendo verso il centro di Guardea si scorge in lontananza il fiume Tevere che, proprio a quell’altezza si allarga a causa di uno sbarramento artificiale, oltre il quale la vista spazia fino al Lazio.

Tappa 1: da Guardea a Melezzole

Santa Restituta, uno dei borghi del Cammino dei Borghi Silenti
Santa Restituta

Il giorno successivo si riparte da Guardea per arrivare a Melezzole e completare quella che la guida cartacea suggerisce come prima tappa.

In salita si arriva fino al Piano Croci dove si trova una piccola area attrezzata per una sosta e si prosegue poi fino a Santa Restituta, il borgo abitato da appena 10 anime che ha ispirato la creazione del Cammino dei Borghi Silenti.

Da qui si può proseguire seguendo il percorso completo che passa per la Tenuta dei Ciclamini, proprietà di Giulio Repetti in arte Mogol. Oppure, si possono tagliare 5 chilometri saltando la tenuta e proseguendo direttamente in direzione Toscolano, il terzo borgo silente.

Dopo la visita ai borgo e un saluto al signor Orazio, si percorrono gli ultimi 2,5 chilomentri fino a Melezzole.

Toscolano e Melezzole conservano ancora integro l’aspetto medievale di centro fortificato con cerchie concentriche di abitazioni che culminano nella piazzetta centrale con la chiesa.

Tappa 2: da Melezzole a Morre

Chiesa di San Vitale a Melezzole
Melezzole, Chiesa di San Vitale

Questa tappa è la più faticosa, ma anche la più bella ed emozionante, per una lunghezza complessiva di 17 chilometri.

Ci si addentra di più dentro i boschi e si sale per raggiungere il Monte Croce Serra, 1000 metri di altezza, il punto più alto del cammino e la cima principale dei Monti Amerini.

Appena fuori Melezzole si incontra la minuscola Chiesa di San Vitale, dove sono ancora in loco frammenti di affreschi di scuola locale del XVI secolo.

Si cammina ininterrottamente fino al Monte Croce Serra e, passo dopo passo, la vista inizia ad aprirsi su due fronti: dall’Umbria a est verso le Marche, e dall’Umbria a Ovest verso il Lazio.

Se capiti qui in una giornata tersa godrai di una vista spettacolare dai Monti Cimini al Monte Vettore!

Dalla cima il cammino prosegue con qualche saliscendi e un po’ di fatica. Si attraversa un magnifico e grande castagneto con area attrezzata (non è consentito raccogliere le castagne!) e si va oltre fino a Morruzze, e infine a Morre.

Tappa 3: da Morre a Civitella del Lago

Il Lago di Corbara visto da Civitella del Lago
Civitella del Lago

Anche questa tappa è lunga 17 chilometri circa.

A differenza del giorno precedente sempre impegnativo, qui si parte con una mattinata tranquilla per finire con la salita più faticosa di tutto il Cammino dei Borghi Silenti.

Dopo 2,5 chilomentri principalmente su strada asfaltata si arriva al borgo di Collelungo, e dopo altri 5 chilometri si arriva ad Acqualoreto, rispettivamente di 30 e 15 abitanti.

Nonostante siano posti così isolati e poco abitati, la gente locale non sembra affatto disturbata dalla presenza dei camminatori, per i quali hanno sempre qualche parola e un sorriso da spendere.

Giunti all’Eremo della Pasquarella il percorso prosegue in ripida salita per 1,2 chilometri fino a Scoppieto, ed è questo il momento in cui si mette più alla prova la propria resistenza fisica.

La fatica sarà ripagata una volta giunto al bellissimo e vivace (direi anche poco silente) borgo di Civitella del Lago, con la sua terrazza sul Lago di Corbara.

Questo borgo è uno dei più interessanti da visitare, i vicoli al tramonto sono molto suggestivi e, oltre alla vista sul lago, c’è anche la terrazza verso i Monti Cimini.

Una birra al bar centrale, dove tutto il paese è riunito, un’ottima cena da Zio Cencio e via a riposare prima di affrontare la prossima tappa.

Tappa 4: da Civitella del Lago a Baschi

Cantina Barberani lungo il Cammino dei Borghi Silenti
Cantina Barberani

La guida chiama questa tappa “I Sentieri di Bacco”.

Questa giornata infatti è tutta dedicata al vino e alle numerose vigne che caratterizzano questo territorio.

È la tappa più breve (13 chilometri) e più facile, meritato riposo dopo le due precenti. Se capiti in una giornata calda e soleggiata, tieni presente che quasi tutto il percorso è scoperto e poco ombreggiato e si svolge su strada bianca.

Camminando attraverso i filari di vite, si arriva alla Cantina Barberani, dove i viandanti in possesso della credenziale possono usufruire di una piacevole sosta con degustazione.

Per chi volesse acquistare una bottiglia di vino, i gestori della cantina si offrono di portare personalmente le bottiglie acquistate alla sede di Amerini Trekking, il punto di arrivo del cammino, in modo da non dover proseguire con il peso.

L’unico borgo che si visita in questa tappa è quello di Baschi che, rispetto gli altri borghi, ha un’atmosfera più decadente. Qui caratteristici sono i cosiddetti buchi, ossia i vicoli e abitazioni di piccole dimensioni.

Considerando la poca fatica di questa tappa, consiglio di non pernottare nel centro di Baschi, ma di proseguire qualche chilometro in più, per arrivare ad uno degli agriturismi situati lungo il cammino.

Proseguendo 2 chilometri si raggiunge la Casa Segreta, oppure 5 chilometri si arriva all’Agriturismo Le Casette.

In questo modo potrai assistere il giorno dopo ad un’alba magica nel mezzo della campagna umbra. Io purtroppo me ne sono resa conto solamente quando ormai era troppo tardi.

Tappa 5: da Baschi a Tenaglie

Necropoli etrusca di San Lorenzo
Necropoli etrusca di San Lorenzo

L’ultima tappa di 16 chilometri chiude l’annello da Baschi fino alla sede di Amerini Trekking a Tenaglie, da dove si è partiti.

Dopo circa 8 chilometri di campagna si scende alla Necropoli Etrusca di San Lorenzo, situata già nel territorio amministrato dal comune di Montecchio.

Questo sito si sviluppa lungo il fosso di San Lorenzo per circa 2 chilometri e merita assolutamente una sosta. In questo punto i corsi d’acqua hanno scavato delle gole profonde nella roccia, dove sono stati ricavati gli ambienti sepolcrali risalenti al VII secolo a.C.

Tra VII e VI secolo a.C. quest’area era strettamente collegata ad Orvieto, centro più vicino commercialmente e politicamente più forte, ed è a questo periodo che risalgono le tombe finora indagate.

Il cammino prosegue fondendosi col sito archeologico per poi proseguire in salita fino al centro storico di Montecchio, borgo facente parte del circuito dei Borghi più Belli d’Italia.

Le frecce gialle guidano fino alla Bottega dell’Intreccio, dove la signora Andrina accoglie i viandanti all’interno della sua officina creativa, mostrando con passione tutta la sua conoscenza sulla tecnica artigianale dell’intreccio.

Prima di arrivare al traguardo finale consiglio di fare una piccola deviazione fino alle Panchine del Pellegrino, un’ultima vista panoramica sulla Valle del Tevere come degna chiusura di questa bellissima esperienza.

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